@Buongiorno…e buon meteo!
Anche io sono stato assorbito nel mondo dei Social Network. Chi la vuole cotta, chi la vuole cruda, questi strumenti rappresentano un nuovo modo di comunicare virtualmente, a spese però di un impoverimento dei veri rapporti sociali. Tra i pregi essi rappresentano una fonte di informazione ed uno strumento di ricerca molto importante. Probabilmente Selvaggia Lucarelli non sarà passata inosservata alla mia vista (e non solo) ma, a dire la verità, non la conoscevo. Oh….non sono un amante della Tv!! Da quello che ho letto sarebbe una giornalista di costume. Ma più di occuparsi di notizie dal mondo per confrontare usi e costumi di un popolo, dà delle regole comportamentali sui Social Network. Secondo il suo galateo sarebbe da evitare la segnalazione meteo ( a meno che un ciclone tropicale non stia spazzando via scuola, municipio) che a suo avviso sarebbe un argomento per <<conversazioni da ascensore>>. Rispetto il suo punto di vista ma, da amante della meteorologia, non lo condivido (ovviamente)!
Fermo restando che non sono soltanto da condividere “le cose brutte e tragiche” e trascurando il piccolo particolare della folta schiera di meteofili che popolano la rete che ovviamente condividono il proprio condivisibile, in Italia davvero si muore per le abitazioni spazzate via dal maltempo e per fiumi in piena, così come davvero in Italia ci sta gente che si è salvata rifugiandosi sui tetti delle proprie case; per cui le frasi della Lucarelli sono di cattivo gusto. Le informazioni meteo su Twitter e Facebook non servono solamente (come fine a se stesse) a dire se c’è il sole, se piove, nevica o fa freddo, oppure se c’è una situazione di pericolo per l’incolumità umana. Rappresentano lo stato d’animo di una persona in quel momento, un modo diverso per vivere le bellezze della natura che ci offre anche attraverso quelle cose che forse sembrano scontate. Senza dimenticare anche che la condivisione di paesaggi innevati o contornati da innocui cumuli sono un modo per far conoscere luoghi meravigliosi del nostro Paese. Se un’emozione la si sente, conviene viverla. Ed anche condividerla, perché no!

