
Si approssima un sistema nuvoloso; acquazzoni e temporali interesseranno specialmodo il Triveneto e l'Emilia Romagna.
L’estate meteorologica sta avviandosi alla conclusione, che coincide con la fine del mese corrente, mostrando i primi acciacchi dopo un Agosto decisamente smagliante, con la bella stagione che ha mostrato tutta la sua potenza. In particolare una blanda quanto insidiosa area depressionaria al suolo, centrata tra Tirreno e bacino algerino provenzale, è alla base di alcuni episodi temporaleschi sui versanti tirrenici, ma anche lungo la dorsale appenninica, mentre altrove il bel tempo domina ancora la scena, sebbene non manchino banchi nuvolosi sparsi. Le prossime ore trascorreranno placide con tempo in prevalenza soleggiato e temperature lievemente oltre la media, salvo rinnovati disturbi su Isole e Appennino. Nel corso della sera si assisterà ad un passaggio temporalesco più organizzato che dal Triveneto si estenderà entro domenica alle Adriatiche.

Il fronte si sposta verso sud est, coinvolgendo le Adriatiche in generale; da notare un area potenzialmente instabile al Centrosud
Tende a proseguire verso levante una debole area baroclina che, protesa dalla Tunisia sin verso l’Ucraina, attraversa l’Italia dando luogo ad una accentuazione dell’instabilità sulla nostra Penisola, sopratutto sui rilievi e nelle zone interne. La presenza di aria fresca in quota a sovrastare infatti una palude umida nei bassi strati, incentivano le correnti ascensionali, specie al pomeriggio quando si fa sentire maggiormente anche il riscaldamento energetico da parte del sole. Il nucleo più freddo, caratterizzato da una discreta anomalia della vorticità potenziale alle alte quote, dalla Sardegna si va adesso portando verso la Tunisia, interessando parzialmente anche la Sicilia. Tra le Isole Maggiori, Algeria, Tunisia e Regioni meridionali, vi è da segnalare la persistenza nelle prossime 24 ore di un canale piuttosto instabile. Tuttavia le condizioni cinematiche supportano sistemi più organizzati sul Nord Africa e sullo Stretto di Sicilia. Ma sulla Sicilia, la quantità di acqua precipitabile fa supporre a fenomeni intensi. A scala europea, la configurazione meteorologica è caratterizzata dalla presenza di una fascia anticiclonica alle basse latitudini, protesa dall’Atlantico, ove pone i suoi massimi pressorei, sin verso gli Stati orientali. A quelle più alte invece, una saccatura negativamente inclinata che si va ulteriormente amplificando, ha il suo centro di azione sulla Scandinavia e pilota un veloce impulso freddo che, nelle prossime ore, si approssimerà allo Stivale ove darà luogo ad un peggioramento del tempo a partire dalla serata odierna.
Con lo sprofondamento della saccatura, il fronte freddo, posto in completa avvezione fredda, verrà distorto dalla presenza dell’arco alpino. Così mentre una parte più consistente sfilerà verso la Russia e il Mar Nero, la coda frontale invece riuscirà a sfilare lungo i settori orientali peninsulari. In particolare, una caduta barica si attende nella prossima notte sull’Alto Adriatico, nel momento in cui il forcing quasi- geostrofico alle alte quote farà sentire maggiormente i suoi effetti. La presenza di aria molto umida nei bassi strati e il rapido raffreddamento in quota, unitamente al sopraggiungere di un meccanismo in alta troposfera a trasferire “momento” verso il basso, potranno facilitare la nascita di un area di convergenza al suolo sottovento le Alpi. Così appare probabile la genesi di una squall-line. Il sistema farà sentire i suoi effetti a partire dalla serata odierna ad iniziare dalle Alpi orientali con lo sviluppo di rovesci e temporali sparsi. Ma un area che dal Triveneto si allungherà sin verso l’Austria e la Germania sud orientale, è a rischio per attività temporalesca localmente di forte intensità e associata a grandine. Tuttavia, le condizioni cinematiche sembrano dare il meglio di se sull’Austria e sulla Repubblica Ceca ove gli amassi temporaleschi, lenti nella loro evoluzione, potranno determinare fenomeni piuttosto intensi. Nel momento in cui l’asse di saccatura sflierà via a sud delle Alpi, è possibile lo sviluppo di sistemi temporaleschi a mesoscala ben organizzati, tra Slovenia e Croazia, dove, oltre alla dinamicità del getto, si riscontreà anche un alto valore dell’elicità dell’aria. Domani, i fenomeni i estenderanno a gran parte delle pianure del Triveneto e sull’Emilia Romagna. Più riparato il comparto nord occidentale, fatta eccezione per le basse pianure ove non si esclude qualche acquazzone o temporale. In particolare, è possibile la genesi di un area di convergenza sul basso Canavese. Domenica il sistema, sospinto da venti freschi e secchi di Tramontana e Bora che, oltre a portare un generale miglioramento favoriranno anche un calo delle temperature, scivolerà sull’Adriatico coinvolgendo in particolare l’Abruzzo, le Marche, di riflesso la Toscana, poi gran parte del sud Italia. Agli inizi della settimana, l’ulteriore aumento del campo barico sarà alla base di bel tempo ovunque.

Mi sono laureato in Fisica dell'Atmosfera e Meteorologia a Roma Tor Vergata con una tesi riguardante il ruolo dell'instabilità baroclina nelle ciclogenesi. Relatore il prof. Roberto Benzi. Sposato, ho un figlio di nome Bruno Gabriele. Sono un Meteorologo Senior. Mi occupo da più di 20 anni di meteorologia dinamica e sinottica, in particolare sullo studio dei vari tipi di cicloni nel Mediterraneo, sul ruolo della Warm Conveyor Belt e sulle procedure nelle fasi di diagnosi e prognosi dei modelli di simulazione numerica per le previsioni del tempo. Ho affinato attraverso corsi post laurea le tecniche di nowcasting occupandomi della previsione di intensi fenomeni temporaleschi. Sono stato ideatore e coordinatore del sito Calabriameteo.it, prima realtà meteo in Calabria fondata nel 1999. Dal 2008 lavoro in qualità di consulente scientifico/meteorologo presso la Meteosolutions srl. Ho all'attivo alcune pubblicazioni scientifiche su le più importanti riviste del settore. Vanto circa 8mila articoli sul web. Amo scrivere racconti. Considero la matematica come una fede.
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Oggi 29 agosto sono andato alla solita azienda agricola da cui compro il vino, c’erano i soliti 32 gradi all’ombra alle 11 del mattino e appena sceso dalla macchina mi ha punto la solita zanzara tigre… la proprietaria della azienda mi ha detto: quest’anno abbiamo vendemmiato addirittura dal 20 agosto, abbiamo già finito da tempo, il problema era che l’uva ci arrivava a 32° anche vendemmiando alle 7 del mattino e dovendo lavorarla al massimo a 10° abbiamo dovuto usare sempre le celle frigo, mai successo, fino a pochi anni fa se cominciavamo a meta settembre era già presto e spesso si vendemmiava col ghiaccio che ostruiva i tubi (gelo di ottobre piuttosto frequente)… la signora non è una vecchia bacucca ma una ragazza di neanche 40 anni… se va bene l’estate 2009 andrà negli annali climatologici, ma se va male non ci andrà perchè sarà solo una delle tante estati tropicali italiane..