Germania: dighe e barriere contro le future inondazioni

9 ottobre, 2008 09:24 | Scritto da: admin

Immagine dell'alluvione di Amburgo del 1962. ( www.repubblica.it )

Immagine dell'alluvione di Amburgo del 1962. ( www.repubblica.it )

Il progressivo riscaldamento climatico, causato principalmente dall’incremento dell’effetto serra, sta delineando uno scenario futuro preoccupante per gli abitanti del nord della Germania che potrebbero essere coinvolti nei prossimi 50/100 anni da tempeste e inondazioni non solo più numerose, ma anche più violente. Ed ecco allora che la nazione cerca subito di correre ai ripari con un progetto d’emergenza e di difesa della costa, che vedrà la realizzazione di un’opera colossale: la costruzione di una diga lungo la costa dello Schleswig-Holstein per proteggere gli abitanti del posto e impedire alle acque del mare di penetrare all’interno. Anche le vecchie dighe dovranno essere “aggiornate” perchè attualmente non sono attrezzate a sufficienza per far fronte al mutamento del clima sul pianeta, risultando troppo basse e troppo usurate dagli anni.
Gli imponenti accumuli di sabbia lungo le coste del Schleswig-Holstein. ( www.wattenmeeer-nationalpark.de )

Gli imponenti accumuli di sabbia lungo le coste del Schleswig-Holstein. ( www.wattenmeeer-nationalpark.de )

Le responsabilità legate all’effetto serra sono ancora una volta imputabili quasi esclusivamente alle attività umane che, ogni anno, immettono in atmosfera quantità sempre più significative di gas serra con conseguente innalzamento della temperatura media globale atmosferica e di quella della superficie marina ( Sea Surface Temperature ). Sono proprio questi ultimi due elementi che preoccupano gli esperti climatici tedeschi e del mondo intero, poichè queste anomalie positive potrebbero accelerare lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia con conseguente innalzamento del Mare del Nord nei prossimi cento anni di 10/20 centimetri. E non è finita qui perchè il rialzo termico potrebbe essere tale da generare tempeste ed uragani anche a queste latitudini con conseguenze catastrofiche se non verranno presi seri provvedimenti.

La zona con il più alto rischio di inondazioni è il Schleswig-Holstein dove si trova il bassopiano germanico, una depressione abbastanza profonda situata nella parte settentrionale dello stato tedesco. Nel nord-ovest il bassopiano è caratterizzato da un importante filone di sabbia accumulata in parte ricoperta da vegetazione e alternata a paludi e torbiere. È proprio in questa zona che si trova il punto più basso di tutta la Germania, il Wilstermarsch. Secondo gli ultimi studi condotti dagli esperti dell’Istituto Max Plank ben un quarto del territorio dello Schleswig-Holstein potrebbe finire completamente sommerso. Gli unici rilievi della regione, infatti, si trovano piuttosto distanti posti ad est del fiume Elba, ma di fatto non superano i 200 metri di altezza essendo di origine morenica. Sarà proprio lungo la foce di questo fiume che correrà il corpo centrale della diga a protezione dell’entroterra molto vulnerabile alle acque del mare.

La Germania tuttavia non è nuova a queste situazioni ed è ancora vivo negli abitanti il ricordo della catastrofe avvenuta il 16/17 Febbraio del 1962 quando venti a 130 Km/h spinsero le acque del mare e dell’Elba le une contro le altre e in pochi minuti un vero e proprio tsunami del Mare del Nord investì la città di Amburgo sommergendola per un quarto. Avvenimenti questi che potrebbero risultare insignificanti di fronte a future catastrofi.

Tuttavia, mentre il rafforzamento e l’innalzamento di almeno mezzo metro delle vecchie dighe risulterà un compito relativamente semplice, altrettanto non si potrà dire per la costruzione dell’imponente barriera lungo la costa. La causa principale è la contestazione caparbia della popolazione locale che non vuole cedere case e fattorie per far posto a sbarramenti in cambio di lauti indennizzi. Proteste a parte, tanto di cappello a questa nazione che ancora una volta deve essere di esempio per il mondo intero in termini di provvedimenti ambientali e climatici. Non dimentichiamo, infatti, che il paese ha un’attenta politica governativa di supporto alle energie rinnovabili, specie quella solare, con un parco di installazioni pari a oltre dieci volte quelle presenti in Italia e con il più grande impianto fotovoltaico al mondo in grado di produrre 5 Megawatt di potenza.

Zone paludose tipiche della parte nord occidentale del bassopiano germanico.

Zone paludose tipiche della parte nord occidentale del bassopiano germanico.

Il fiume Elba che attraversa Amburgo. In passato questa città ha subito diverse inondazioni.

Il fiume Elba che attraversa Amburgo. In passato questa città ha subito diverse inondazioni.

admin

Una risposta a “Germania: dighe e barriere contro le future inondazioni”

  1. Detiety scrive:

    E’ vero, la preoccupazione è anche di altri Paesi che si affacciano al mare del Nord. Ho amici che abitano in Olanda, nella zona sud e anche là ci sono progetti avviati con modifiche all’ambiente circostante i fiumi (la Mosa, nello specifico) per evitare danni in caso di improvvise piene ed alluvioni.

    Detiety :-)

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