Inverni sempre più rigidi favoriscono la glaciazione?

10 ottobre, 2011 09:01 | Scritto da:

Inverni rigidi portano ad una era glaciale?

Inverni rigidi portano ad una era glaciale?

E’ possibile che numerosi inverni rigidi in Europa possono alla lunga far transitare il clima verso una nuova era glaciale e non in un periodo freddo più o meno lungo? Le glaciazioni sono il risultato di oscillazioni climatiche tra stati di equilibrio, uno più stabile, l’altro meno instabile. I due stati sono poi separati da una soglia di energia. Si può ipotizzare che, affinchè il clima entri in un era glaciale, deve transitare da una condizione più stabile ad una meno instabile.

Se per qualche causa gli inverni si mostrassero particolarmente rigidi sulla terra, questi potrebbero “aiutare” una forzante principale (ad esempio una causa astronomica) nell’innesco della glaciazione. Infatti si può ipotizzare come ad un ridotto segnale astronomico si possano sommare gli effetti del “rumore” generato da una serie di inverni rigidi; in un certo senso essi amplificano il segnale astronomico principale, per portare il clima verso un era glaciale. Il fenomeno della risonanza stocastica di Roberto Benzi, infatti, utilizzato ora in altre applicazioni scientifiche, è stato inizialmente proposto proprio per spiegare le glaciazioni. Gli inverni anomali possono di conseguenza portare il clima verso una nuova condizione. Ma in che modo? Se la temperatura media diminuisse a causa degli inverni più rigidi, l’albedo, frazione di energia che viene rimessa nello spazio, aumenterebbe in quanto sulla terra ci sarebbe più neve e più ghiaccio. Alla radiazione solare “variata” per cause astronomiche, si andrebbero ad aggiungere pesantemente gli effetti degli inverni rigidi. Allora, il nostro clima transiterebbe più velocemente verso una nuova “condizione”. Questo potrebbe infatti spiegare il perchè le glaciazioni avvengano in tempi, paragonati alle ere geologiche, piuttosto “brevi”. La sola variazione dell’orbita terrestre e la conseguente diversa radiazione solare appare un effetto troppo modesto per poter giustificare l’innesco repentino di un era glaciale. Ma stiamo andando verso una glaciazione? Difficile rispondere. Ai posteri l’ardua sentenza…

La quantità di energia riflessa è maggiore in un mondo più...nevoso

La quantità di energia riflessa è maggiore in un mondo più...nevoso

Mi sono laureato in Fisica dell'Atmosfera e Meteorologia a Roma Tor Vergata con una tesi riguardante il ruolo dell'instabilità baroclina nelle ciclogenesi. Relatore il prof. Roberto Benzi. Sposato, ho un figlio di nome Bruno Gabriele. Sono un Meteorologo Senior. Mi occupo da più di 20 anni di meteorologia dinamica e sinottica, in particolare sullo studio dei vari tipi di cicloni nel Mediterraneo, sul ruolo della Warm Conveyor Belt e sulle procedure nelle fasi di diagnosi e prognosi dei modelli di simulazione numerica per le previsioni del tempo. Ho affinato attraverso corsi post laurea le tecniche di nowcasting occupandomi della previsione di intensi fenomeni temporaleschi. Sono stato ideatore e coordinatore del sito Calabriameteo.it, prima realtà meteo in Calabria fondata nel 1999. Dal 2008 lavoro in qualità di consulente scientifico/meteorologo presso la Meteosolutions srl. Ho all'attivo alcune pubblicazioni scientifiche su le più importanti riviste del settore. Vanto circa 8mila articoli sul web. Amo scrivere racconti. Considero la matematica come una fede.

2 risposte a “Inverni sempre più rigidi favoriscono la glaciazione?”

  1. Giancarlo scrive:

    Ce ne vorrebbero davvero molti di inverni freddi, ma tanti davvero, altrimenti si rischia soltanto di creare “rumore” e di non dare effettivamente un buon input per la glaciazione, di qualsiasi entità temporale essa sia.
    Certamente il feedback esiste se c’è più neve e ghiaccio, senza dubbio. Ma rischiamo di fare poi il solito ragionamento in cui si fissano tutte le variabili tranne una e ci si dimentica di altri feedback nonché delle riserve di energia in giro.
    Un esempio di ragionamento può essere il fatto che in un periodo in cui il GW fosse apparentemente fermo ci sarebbe sia la possibilità che alcuni ghiacci si riformino ma anche che si distribuisca calore nello strato profondo oceanico.
    Diverso sarebbe se ci fossero 100 inverni di fila estremamente rigidi (ammesso che le relative stagioni calde non siano l’eccesso opposto) o anche 1000, no?

  2. francesco nucera scrive:

    Ciao Giancarlo, come stai?
    bè si, iltuo discorso è giusto ma attenzione perchè quello che ti ho raccontato in soldoni non è altro che un oscillatore armonico…basta dunque che la frequenza di risonanza sia vicina al segnale principale per far esplodere il sistema. Teoricamente è analogo a quello che accade per i blocchi atmosferici orografici. Roberto B ti ha detto a suo tempo che basta una semplice montagna per creare onde risonanti in atmosfera (la frequenza del vento deve essre vicina a quella della montagna) ; senza aver bisogno dell’himalaya…grazie per il tuo contributo. francesco nucera

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