Krakatoa: una nuova eruzione cambierà il clima?

Il cielo rosso del ritratto di Munch dopo l'eruzione del Krakatoa

Disegno ottocentesco del Krakatoa (fonte Wikipedia)
Circa 135 anni fa, nel 1883, il cono che si stagliava nel mezzo dell’isola di Rakata, raggiungeva gli 823 metri di altitudine mentre il 27 Agosto dello stesso anno, a seguito di una tremenda eruzione, l’intera isola cessò di esistere; le polveri prodotte dall’evento raggiunsero i 36 chilometri di altezza, sfondando in stratosfera. Il boato prodotto, forse il più forte della storia terrestre, fu udito fino in Australia e nell’isola di Rodriguez, Mauritius, a ben 5000 chilometri di distanza. Milioni di metri cubi di materiale scivolarono in mare provocando un maremoto capace di sommergere con onde di 40 metri interi villaggi, uccidendo 36000 persone. Inoltre, da vari racconti, si apprende che per molti anni i tramonti, a causa della maggiore diffusione dei raggi solari, risultarono di un rosso molto acceso; si ipotizza infatti che il colore del cielo del quadro di Munch, “L’urlo” del 1893 fosse alquanto verosimile.
Dal 1950 ad oggi il cono vulcanico, riemerso dai fondali nel 1930, è cresciuto ad un ritmo medio di 13 centimetri la settimana, raggiungendo un’ altitudine di poco superiore ai 300 metri. A distanza di quasi un secolo e mezzo, nell’ipotesi di una nuova potente eruzione, si cerca di valutare le possibili conseguenze climatiche, viste le ripercussioni che si osservarono all’epoca: i raggi solari, infatti, faticarono a penetrare la densa cortina di polvere e l’atmosfera terrestre, in deficit energetico, si raffreddò mediamente di 1,5°C. Se ciò dovesse accadere ai nostri giorni, la temperatura media globale tornerebbe ai livelli dei primi anni del 20esimo secolo; tutto questo senza considerare le oscillazioni oceaniche e l’attuale fase di attività solare che, se fosse debole, come alcuni ipotizzano, potrebbe portarci in una nuova fase climatica molto più fredda di quella odierna.
salve,
sarebbe buono o cattivo per noi?
Considerando tutte le notizie catastrofiche che danno i media sul riscaldamento globale (mari che sommergeranno interi paesi, pestilenze, estinzioni di massa ecc.) non può che essere positivo, soprattutto per i freddofili…
Tanto sono tutte panzane che servono solo a far vendere giornali, condizionatori, stufe e pannelli solari.
E anche leggere i siti web dove c’è tanta bella pubblicità, anche di queste categorie merceologiche!